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Taiji Quanboxe dello yin-yang

Il Taiji Quan nasce ed è stato praticato principalmente come arte marziale, arte che si è sviluppata sulla base dei principi Taoisti e della medicina cinese.

Ogni singola tecnica viene studiata in maniera lenta , imparando a muovere il corpo sfruttando l’energia interna prima ancora della forza muscolare. Le stesse tecniche vengono successivamente legate l’una all’altra nelle cosiddette ”forme”.

I monaci taoisti usavano definire il Taiji Quan “pratica di lunga vita”…

Questi movimenti, opportunamente studiati ed eseguiti velocemente, utilizzando la propria energia interna oltre a quella fisica, risulteranno essere efficaci tecniche marziali. L’aspetto marziale è quindi celato dalla lentezza e morbidezza dei movimenti, tanto che oggi, nella maggior parte dei casi, il Taiji Quan viene praticato prevalentemente come disciplina per il benessere psicofisico.
La pratica del Taiji Quan consiste in flessioni-estensioni e movimenti coordinati degli arti e del tronco, guidati da una mente calma e accompagnati da una respirazione tranquilla e profonda. E’ composta da movimenti circolari, o per meglio dire sferici, dove il fulcro della sfera immaginaria nella quale ci muoviamo è un punto energetico e di equilibrio ben preciso (Xia Dantian) all’interno del nostro stesso corpo. Questi movimenti morbidi, lenti ed armoniosi, eseguiti in maniera coordinata al respiro, ci inducono a coinvolgere tutti gli aspetti del nostro essere: psichico, energetico, fisico e spirituale.

Le origini del Taiji Quan

Attraverso il rilassamento e la quiete, abbiamo infatti la possibilità di scendere all’interno di noi stessi in una sorta di viaggio introspettivo. Allo stesso tempo, il lavoro morbido eseguito dal nostro corpo associato al respiro profondo , agiscono sulla circolazione sanguigna migliorandola e aumentando l’apporto di ossigeno agli organi interni, ai muscoli e al cervello.

Un lavoro di questo tipo implica uno sforzo dal punto di vista mnemonico e della concentrazione molto importante. Una sorta quindi di “allenamento mentale”, con ovvi benefici per ciò che riguarda il miglioramento e il mantenimento delle capacità cognitive, e di tutte le attività cerebrali, che sono alla base di un buono stato psico-fisico, soprattutto (ma non solo) con l’avanzare dell’età.

A tutt’oggi le pratiche del Taiji Quan e del Qi Gong, pur non essendo ancora riconosciute dal nostro sistema sanitario, come invece è avvenuto già da diversi anni per l’agopuntura, sono già state oggetto di sperimentazione da parte di diversi medici italiani e di tutto il mondo, ed in molti casi vengono utilizzate, con ottimi risultati, come prevenzione e/o supporto nel trattamento di diverse patologie e disturbi, tra i quali: cardiopatie, problemi cardio-circolatori, problemi osteo-articolari, asma, fibromi algie, patologie tendinee ed altro ancora

Il movimento in sé, come ogni ginnastica ben eseguita, mantiene in buono stato le articolazioni, ci da una buona postura, una buona mobilità e tonifica i nostri muscoli oltre a migliorare il nostro equilibrio e la nostra elasticità attraverso l’allungamento dei tendini.